Qualora il proprietario di un immobile valuti “esagerato” o “eccessivo” la nuova quantità di tempo necessario per diventare un gestore più professionale, la via da percorrere è certamente quella di affidare l’immobile a un Property Manager.

Egli è una figura professionale che gestisce gli immobili a lui affidati dai proprietari per destinarli ai turisti. A fronte della gestione quasi a 360° dell’immobile e di un tempo maggiore da dedicare a se il proprietario cede al Property Manager una percentuale sull’incasso derivante dalla prenotazione che oscilla tra il 15 e il 30% + iva.
Tutto ciò è molto interessante soprattutto in vista di alcune evoluzioni del mercato dal breve al medio tempo di locazione.
I Property Manager in questa fase post—pandemia hanno iniziato ad orientare la loro gestione anche sugli affitti intermedi, strutturandosi in modo più professionale per accontentare il loro primo cliente: il proprietario.

Come lo fanno?

Valutando se l’immobile è effettivamente destinabile ai turisti “senza alcuna forzatura” o è “naturalmente orientato” ad essere destinato ad un destinatario diverso, come uno studente o un lavoratore.
Il tutto ovviamente è attività fattibile anche dal proprietario, cedendo del suo tempo a fronte di tutta una serie di attività da svolgere.

E’ CAMBIATO TUTTO O NULLA?

E’ cambiato il concetto di gestione dell’immobile e del tempo e nel futuro ci si muoverà in questa direzione in modo sempre più serrato.
Gli “affitti brevi” sono e saranno sempre più oggetto di “attacchi e limitazioni” da parte di numerose Amministrazioni Comunali, ma i proprietari molto difficilmente rinunceranno a questa forma di reddito.
Ciò che farà da spartiacque sarà il tempo da dedicarci e la professionalità con cui farlo.

Giuseppe Lattanzio – L’avvocato dell’extralberghiero