Da tempo ormai la richiesta di graffiti, opere di artisti importanti, (Banksy, Jim Avignon e molti altri) aumentano sempre di più.

L’espressione artistica, ha da sempre varie sfaccettature ma il mondo del della Street Art, nonchè l’utilizzo di vernice spray sui muri, rispetto ad una pittura ad olio è molto più recente. L’artista nella nostra nazione,oggi, nonostante la recente importanza mondiale, non la considera una grande forma d’arte. L’artista nella maggior parte dei casi, evita di mostrare la propria figura, considerate le importanti sanzioni che vengono somministrate se colti in flagrante senza autorizzazione da parte del proprietario.
La realtà completamente opposta alla nostra, si evince in America, particolarmente in California, madre patria della street Art, dove sono nati artisti come Mr. Cartoon, icona, per essere stato uno dei primi artisti a dipingere su muri di locali, pareti di case sia con, che senza consenso. La sua fama grazie al mondo dei graffiti e del tatuaggio, lo ha portato ad avere collaborazioni artistiche con grandi aziende come la Nike.

Ancora prima di Mr. Cartoon, negli anni ‘60, la strada è stata spianata da un’artista rivoluzionario riconosciuto a livello mondiale, le cui opere sono riconoscibili a primo  impatto. Naturalmente stiamo parlando di Keith Haring. La sua arte é arrivata in Italia per la prima volta a Pisa nel 1989. Opera realizzata grazie alla disponibilità e alle sovvenzioni del comune.
Possiamo dunque denotare che gli street artist cominciano ad avere visibilità e retribuzioni anche abbastanza importanti grazie appunto alla loro espressione artistica. Con l’avanzare del tempo, altri artisti vengono commissionati da proprietari privati di un immobile o di un locale. Quindi si comincia ad avere un’idea dei graffiti non più come atto vandalico ma come forma d’arte.

Diverse realtà.

Fortunati coloro che vivono a Londra o New York, che la mattina di un giorno “X”, si svegliano avendo in prossimità della loro casa riunioni di giornalisti e fan di artisti come Banksy che la notte precedente aveva “imbrattato” quel muro.
Nel 2013 a Long Island nel Queens, vi fu uno scandalo abbastanza compromettente per la scena della Street Art. 5Pointz, l’edificio riconosciuto a livello mondiale, e meta di artisti internazionali, con lavori incredibili di circa 21 artisti, venne ricoperto per semplice scopo  di lucro. I 21 writers, hanno fatto causa al proprietario, Jerry Wolkoff, andando per vie legali. Per la legge che vige in America, i graffiti sono ritenuti a tutti gli effetti opere d’arte e qualora venissero coperti o intenzionalmente distrutti, il proprietario stesso per motivi legislativi, è costretto a risarcire l’autore. In sostanza l’imprenditore immobiliare Jerry Wolkoff, è stato costretto a risarcire gli autori con la modica cifra di 6,7 milioni in quanto i lavori artistici eseguiti sulla facciata di quell’edificio, aveva valore artistico.

Automaticamente un opera d’arte di un artista rinomato come Banksy, fa sì che l’immobile stesso raggiunga un valore molto più alto rispetto al valore iniziale. Banksy con 478 lotti per lo piú stampe, e naturalmente graffiti, ha raggiunto una somma di $9.898.703 all’asta. Pensiamo quindi al valore di un’opera, che sia o no un graffito su parete pubblica o  privata. Oltre Banksy, altri artisti sono rinomati per la loro street Art come Shepard Fairey noto come Obey Giant che ha raggiunto cifre superiori a quelle di Banksy.

 

STREET ART, ACCESSIBILE A TUTTI O DEDICATA SOLO AD ARTISTI DI UN CERTO SPESSORE?

Per rispondere a questa domanda, la questione è molto semplice.

I giovani moderni che si affacciano al mondo della street art e dei graffiti, sono costretti ad imbrattare muri clandestinamente, poiché non ci sono spazi dedicati a questo genere di forma artistica. Il ragazzino 13enne privo di esperienza, se non dispone di talento, naturalmente è propenso a recare danni ad un immobile anziché valorizzarlo. Se nella società attuale si concepisse questa forma d’arte come tale, allora molti giovani artisti potrebbero avere buone possibilità di raggiungere livelli alti come molti artisti ricercati nel mondo.
Dunque cerchiamo di abbracciare l’arte a 360º, dando spazi e possibilità ai giovani di poter crescere in modo civile. Infondo siamo il Paese con il patrimonio artistico più ampio (70%) a livello mondiale.

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Luca Losacco