Cos’è?

 È l’innovazione dell’agricoltura, meno spazio, più qualità, meno limiti. Il vertical farming, in Italiano agricoltura verticale, è l’innovazione di uno dei settori portanti dell’economia Italiana, come l’edilizia.

Su cosa si basa?

 “Scaffali” dove si coltiva fuori dalla terra tutto l’anno, quindi 365 giorni su 365. Un fondamento del vertical farming è il prodotto di altissima qualità e la libertà territoriale, si potrebbe coltivare frutta e verdura KM0 anche in zone impervie. Utilizzando aria filtrata, acqua purificata e LED in sostituzione del sole.
Secondo la rivista “FORTUNE” il 42% di chi intraprende un’attività di vertical farming è giovanissimo, hanno tra i 21 ed i 30 anni, questo perché per diventare un vertical farmer non c’è bisogno di una laurea o di skills particolarmente specifiche, serve una mentalità innovatrice.

Come funziona?

Il metodo che viene maggiormente utilizzato nel vertical farming è l’idrocoltura, dove il terreno viene sostituito da argilla espansa, poiché hanno all’interno dei piccoli alveoli che trattengono l’umidità e drenano l’acqua. L’acqua è sostituita da composti per la nutrizione minerale, quindi dagli elementi essenziali della nutrizione delle piante.

Ci sono benefici salutari?

 Il vertical varming porta svariati benefici alla salute umana. Non utilizzando la terra, si evita il contatto con le falde acquifere, che in molti casi sono contaminate da svariate sostanze chimiche, metalli pesanti e veleni.

Ci sono benefici economici?

 Utilizzando il vertical farming ci sono molteplici benefici economici, ma allo stesso modo, ci sono maggiori costi per l’attrezzatura. I vantaggi economici del vertical farming sono dovuti all’aspetto immobiliare, acquistando il terreno ed edificandovi la struttura dove si andrà ad operare il vertical farming, l’azienda avrà già un proprio patrimonio tangibile, utilizzabile per richiedere fondi. Visti i vantaggi economici dal punto di vista della struttura aziendale, entriamo nel dettaglio dei vantaggi produttivi del vertical farming:

  • Una produzione costante, quindi si evita la “stagionalizzazione” della propria attività/produzione.
  • Esposizione a rischi climatici, come grandine e neve, pari a zero, data la presenza della struttura.

Contro del vertical farming

Come scritto in precedenza ci sono anche dei contro del vertical farming.
I maggiori costi sulle attrezzature per potersi innovare. Ma se calcolati con una oculata e strategica pianificazione e delle partnership commerciali si può ridurre l’incidenza di questi costi vivi dell’attività.

Finanza nel vertical farming

 Gli NPL (Non Performing Loans) sono crediti deteriorati, in molti casi composti da svariati immobili come, appartamenti, edifici industriali ecc., il vertical farming potrebbe essere svolto in capannoni riqualificandoli. Altro aspetto finanziario interessante è legato al mondo della tokenizzazione degli asset immobiliari grazie alla blockchain, ma ne parleremo in maniera approfondita in altri articoli. Il patrimonio immobiliare italiano presenta molte occasioni convenienti da poter convertire a questo tipo di attività per poter generare utili. Il vertical farming sarebbe una “garanzia” per eventuali investitori. Si può programmare la sua produzione con un basso tasso di rischio. Non essendoci l’incidenza di fattori esterni incontrollabili come le intemperie, la sua produzione è facilmente misurabile. Questo può favorire la vendita anticipata della produzione di un intero anno produttivo di vertical farming con il minimo rischio. Il minimo rischio della “garanzia” vertical farming è dovuto ad eventuali danni all’intera struttura. Rischio che può essere coperto facilmente sottoscrivendo una polizza assicurativa che copra tutto, dalla struttura alla produzione.

Scritto da Marco Signorile
Brand Ambassador Comaan

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